I servizi Cloud sono sempre più utilizzati e anche i sistemi operativi si stanno trasformando sotto questo punto di vista. Microsoft da poco ha rilasciato le Web App, ovvero la versione del famosissimo Office via Web come applicazione Cloud, accessibile da qualsiasi account Microsoft Live (ne parliamo quì); con questo anche il pacchetto Windows Live si trasforma diventando l’anticamera degli applicativi disponibili sul Web di casa Microsoft. L’atteggiamento dell’azienda di Steve Ballmer nei confronti del Cloud, diventa ogni giorno più competitivo e, sicuramente, preoccupante; soprattutto per aziende come Google che hanno forti radici nei sistemi Cloud.Google con le sue applicazioni sul Web, è leader indiscusso ma, con l’avvento delle Web App di Microsoft molto viene messo in discussione, in quanto la suite Office di Microsoft è la più popolare sui desktop degli utenti finali. Utilizzare le Web App di BigM risolve molti problemi che fino ad oggi erano capitati utilizzando Google Docs, soprattutto sul fronte della compatibilità. Quindi l’arrivo delle Web App di Microsoft dava un bruttissimo colpo agli obiettivi di Google… fino a quando non trapelano alcune notizie dalla sede di BigG di Mountain View riguardo un certo Cromoting…
L’arma nascosta di Google.
Dopo le dichiarazioni del CEO di Google, Erich Schmidt, dove afferma che Chrome OS sarà il vero concorrente di Windows nei sistemi Desktop di tutto il Mondo, si è molto parlato dei propositi che l’azienda di Mountain View ha nei confronti dei Desktop dell’utenza finale.
Chrome OS nasce dal presupposto che chi ha un PC non ha bisogno di programmi Stand Alone (installati sul proprio Hard Disk) che ne rallentano l’accensione, appesantiscono le prestazioni, aumentano i costi, diminuiscono le difese nei confronti di virus e troian e aumentano i consumi energetici. Chrome OS abbatte questi problemi, si accende in poco meno di 10 secondi e le risorse per accedere al Web, che siano tramite Wi-Fi che LAn o chiavetta USB sono subito disponibili insieme a quelle piccole applicazioni che sono preinstallate nel sistema.
Il vero scoglio che, fino ad oggi, ha separato l’utenza mondiale da Linux e da tutte le sue distribuzioni, prima fra tutte Ubuntu, è la compatibilità con i software; ovvero quella miriade di programmi che funzionano solo sotto Windows. Oggi trapelano delle informazioni che affermano, che grazie ad un progetto chiamato Cromoting, sarà possibile utilizzare tutti gli applicativi di Windows anche dentro Chrome OS.
Il Colpo che non ci Aspettavamo.
Questa notizia ha destabilizzato molti che nel settore davano Chrome OS come l’ennesima distribuzione del kernel Linux, quindi alla stregua di Ubuntu, Debian, Fedora ecc…, quindi non paragonabile alla forza di Windows e con gli stessi problemi di compatibilità. Se la diceria fosse vera, Cromoting sarebbe l’arma in più di Chrome OS per battere Windows sui sistemi desktop, in quanto chiunque volesse passare al nuovo sistema operativo di Google non avrebbe problemi di compatibilità con i suoi amati programmi e con i documenti nati dalla suite Office di Microsoft.

Ovviamente molti si domandano come funziona questo Cromoting, di certo si esclude che sia l’ennesima virtualizzazione di un’ambiente Windows dentro Chrome OS, in quanto andrebbe ad attaccare una delle base fondamentali del sistema targato Google, ovvero la leggerezza. Si sono fatte molte considerazioni e quella più probabile è che si tratti di un “desktop remoto” ovvero una sessione Windows aperta su un server messo a disposizione da Google che, faccia girare gli applicativi che noi gli installiamo, chiaramente senza vedere il “pulsante Start” ne vedere tutto quello che comporta Windows; quindi avere solo l’accesso all’applicazione e farla girare come se fosse nativa sul nostro Chrome OS.
Desktop Remoti, il 45% di Risparmio Economico.
La via dei “desktop remoti” è tutt’oggi presa molto sul serio da parte delle ditte che devono tagliare i costi e, le grosse aziende informatiche come Novell, leader nelle infrastrutture tecnologiche con base Linux, stringono rapporti commerciali con chi riesce meglio a dare supporto sotto questo punto di vista. Oggi Novell e VMware hanno stipulato un contratto commerciale dove sia l’una che l’altra s’impegnano a creare soluzioni informatiche dove da un server centrale si riesce a dare ai vari client sessioni di “desktop remoti” totalmente gestibili, un po’ come se avessimo un nostro computer anche se poi, avremmo solo un monitor, una tastiera e un mouse.

L’utilizzo dei Desktop Remoti, comporta, all’azienda che decide di intraprendere questa struttura informatica, di avere un risparmio iniziale del quasi 45%, suddiviso in un buon 20% di licenze software risparmiate, in quanto i client non devono avere nessun software installato; il restante 25% è il risparmio sull’hardware e sul mantenimento della struttura informatica, inoltre gli interventi di assistenza tecnica si accentrerebbero solo sul Server che funge da fulcro centrale per tutta l’azienda. Insomma la strada dei Desktop Remoti è quella che oggi sembra la più attendibile e la più sicura e se Chrome OS darà queste alternative, Google ha ottime speranze di divenire in breve la “vera e unica” antagonista allo strapotere Microsoft; staremo a vedere se Cromoting sarà la vera Arma d’assalto di Google.











